giovedì 3 maggio 2018

Ci metto la faccia

#attivisti #politicanuova #unovaleuno #movimentocinquestelle Le manfrine dei residuati dei partiti, dotazione della prima e seconda Repubblica, sono riusciti a non far realizzare un governo nuovo per un Paese che ha la necessità di cambiare. Si andrà facilmente al voto e tutto ciò su cui possono contare, sarà che noi, l'elettorato dei giovani dei 5 Stelle, che fino ad oggi hanno saputo far respirare aria fresca e di speranza per gli italiani, sapremo presto (se ce ne danno l'occasione) dimostrargli che Berlusca, Salvini e la Camerata che vuole andare al governo con casa Pound e il suo 4% si sono illusi; no pasaran! Abbiamo aspettato troppo per vederli andare a casa, sono rimasti poche teste all'Idra, il drago a sette teste della leggenda di Lerna
Io ho 70 anni, sono un reduce del 68, uno di quelli che non ha mai smesso di lottare contro il marciume di questo modo di fare sindacato e di fare sporca politica. Non smetterò adesso, anzi, proprio spinto da quello che sta avvenendo nel mio paese natio, SanPaolo di Civitate, sui colli Liburni che segnano la fine delle Apulie nel loro lato più a nord, al confine con il Molise (vedo l'Italia capovolta) si, perchè per me la geografia è capovolta:L'Italia comincia da giù, da dentro il mare e dal sole e finisce dove cozza contro la catena delle Alpi). Al mio paese, per la prima volta, una marea di giovani si sta impegnando a far cambiare faccia al modo di far politica, invertendo l'ordine delle priorità e dei valori dei politicanti ammaestrati dal sistema, il quale, finora, ha dato al sud Italia e alle nostre terre, il ruolo tedioso e asfissiante di paesi incubatori, nutrie senza speranze, mamme allevatrici di figli destinati alla partenza, prima della maggiore età, per cercare un'altra vita. Cercarla lì dove si crea il lavoro ma non si fanno nascere gli esseri umani che devono svolgerlo, dove nascono solo gente destinati a posti di potere e di controllo. Ecco io, lontano da oltre mezzo secolo dal mio paese, oggi ci metto la faccia per chiedere a chi vota di darsi una chanche, una speranza. Non votate perchè questi giovani facciano per voi il lavoro di cambiare le cose, votate perchè quel vostro voto sia l'inizio di un impegno di cittadinanza nuova. Votate come se invece di una croce di delega, voi stiate firmando un contratto che vi impegna alla partecipazione alla res publica, alla vita politica del vostro paese. INCHIODATE QUEI GIOVANI AL LORO SLOGAN:UNO CONTA UNO! Siate uno di loro una volta eletti, fate in modo che ognuno di loro sia uno di voi ancora dopo il voto. Uccidete l'Idra! Tanti auguri

Nessun commento:

Posta un commento

Proprio quando il soffione esplode in mille pezzetti e sembra morire, il pappo vola lontano a fecondare nuova vita.

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.