venerdì 4 maggio 2018

Addio ad un compaesano sconosciuto

Questa mattina, io e Andrea Galasso, andremo a dare il nostro ultimo saluto ad un compaesano. Vorremmo dire un amico, una persona che conoscevamo, ed invece dobbiamo dire che non abbiamo altro che un ricordo vago di Matteo Caruso, io ad esempio, lo ricordo solo bambino, nelle strade del quartiere san Nicola, Andrea sa che lui giocava a calcio nel san Paolo, ma non lo ricorda per niente. Vorremmo dire che era un amico, ma un amico non lo era, non lo abbiamo mai più rivisto. Allora vi chiederete con quale motivo o quale sentimento stiamo preparandoci ad andare ad un funerale di una persona a noi praticamente sconosciuta, vero? Ci andiamo, facendoci un viaggio di circa 150km di viaggio tra andata e ritorno, perche sappiamo con certezza alcune cose che ci legavano a Matteo. Lo sappiamo perché, come lui, noi siamo nati nello stesso paese, come lui noi siamo degli emigrati, come lui abbiamo mangiato il nostro cibo quotidiano impastato con la nostalgia per le strade di San paolo di Civitate, per il profumo dei torcinelli, le nocelle di Mattiuccin e la rucola di Civitate. Sappiamo che come lui, avremmo voluto correre giù al paese ad ogni festa, ad ogni ricorrenza, a segnare un territorio che sentivamo nostro, ma che non lo è più stato sin dalla partenza. Come lui abbiamo nei nostri profili dei social le foto delle nostre classi di scuola, delle nostre partite di calcio, la foto che abbiamo tutti fatta appoggiandoci al muretto della villa Comunale. Ci andiamo perchè siamo coscienti che con lui se ne va un altro pezzetto di quello che era il nostro capitolo di vita vissuto, in un paese comune che non lo è più stato. ci andiamo sapendo che qualche volta ci saremo perfino incontrati di certo, passandoci vicino in un corteo, un concerto, una occasione , un mercato a Torino o nei dintorni, un centro commerciale o un museo. Magari chissà quante volte siamo stati allo stadio insieme a tifare per la stessa squadra o su sponde diverse. Ci andiamo perchè sappiamo che oggi, intorno a lui, si confonderanno odori e pensieri sanpaolesi, che seppur non riconosceremo, saranno sicuramente come i nostri, così come erano di certo i suoi. Ecco perché andiamo a salutare Matteo Caruso che parte per sempre. Matteo che sul suo profilo social ha scritto di "Torino", come io di Giaveno e Andrea di Torino, ma sappiamo che tutti avremmo dovuto scrivere di San Paolo. Fernando A. Martella