lunedì 10 agosto 2020

La lingua rubata: Il dialetto e le tradizioni

 Al paese quest'anno mi hanno posto i quesiti relativi a due nomi locali delle curve di via Serra, sui quali non avevano ancora deciso la soluzione: la curva del Laso è quella di Gobler o Goblet. Per quella del Laso ho già detto che a mio parere, l'origine è Greca (Laso in greco é il luogo dove si muore o si va a morire) il cimitero del paese, su via Serra é 100 metri prima di quella curva... Quella di Gobler, subito in cima alla salita di Sant Leo, é un tornante, una"S" ed il suo nome ha una derivazione inglese, anche se la chiamiamo anche " la curva del tedesco". Mentre i tedeschi non hanno mai stanziato in paese, gli inglesi, (erano scozzesi secondo i racconti di mia nonna) ebbero un accampamento per presidiare la zona dagli Appennini Dauni al Gargano, durante il decennio 1861/1871, durante l'occupazione dei Savoia del Regno delle 2 Sicilie. Un periodo così lungo di permanenza nel posto giustifica nel dialetto sanpaolesi di molti vocaboli che sono ancora presenti oggi. Gobbler per gli inglesi é uno dei nomi che danno al tacchino, o meglio al collo del tacchino che é ad "S" ed é " rumoroso quando mangia", proprio come il derapare difficoltoso delle ruote di un mezzo meccanico in un tornante cosí stretto. Gli inglesi sfottono chiunque mangi in modo rumoroso dicendogli che " mangia come un Turco" intendendo proprio il gallinaceo che in inglese é Turkey. Un'ultima considerazione in merito alla curva " del tedesco", questo potrebbe essere una denominazione che troverebbe giustificazione solo nella seconda guerra mondiale, ma allora come la si chiamava prima? E come mai nessuno ricorda un qualsiasi evento in cui un tedesco c'entrasse qualcosa? non è più probabile che qualcuno del paese abbia interpretato la parola come una parola di tedesco invece che inglese? Dovremmo averne trovato traccia no? La curva d' Gubblèt (r) rammenta un po' il fatto che a San Paolo esisteva una via Firenze della quale ora non c'è più traccia pare... Ma come si chiamava via Roma prima che la città eterna diventasse la Capitale del Regno Sabaudo?Definizioni di gobbler

Sostantivo
1
a male turkey.
2
a person who eats greedily and noisily.
filling his mouth with rice and peas, he really was a greedy gobbler
Es

lunedì 18 maggio 2020

Galassia che vai ( Frank E. Russel) e la Rivoluzione cognitiva (Harari)

Sono anni che ve lo dico... Leggetevelo e vi fate due risate sulle vostre paure. É solo ignoranza e superstizione...
Negli anni 30 del secolo scorso, la rivista Doubt, edita dalla Fortean Society negli Stati Uniti, pubblicò una citazione di Charles Fort, «I think we are property» ("Siamo proprietà altrui"), Questa frase ispirò in un giovane scrittore britannico; Eric Frank Russel, il suo primo romanzo di fantascienza " Schiavi degli invisibili" (Sinister Barrier)
"Schiavi degli invisibili" venne pubblicato sul primo numero della rivista statunitense Unknown nel febbraio 1939, riscuotendo subito un grande successo.[7] Il racconto tratta dei Vitoni, creature sferiche invisibili e intangibili che galleggiano nell'aria, e il genere umano ne è schiavo senza saperlo.
Si nutrono dell'energia nervosa umana, e quindi fanno in modo di aumentare, anche con mezzi catastrofici, la produzione di tensione nervosa, provocando guerre nucleari e cataclismi. Dopo aver scritto "Schiavi degli invisibili" Russel fece un viaggio in America e vide cose che gli fecero scrivere il suo secondo romanzo di fantascienza: "Galassia che vai" ( titolo originale "The great explosion"1962) Eric F. Russel fu l'inventore del linguaggio della Fantascienza, tramutando la satira in forma fantascientifica, é l'unico scrittore che ha vinto il premio Hugo con un scritto divertente dal titolo "Sarchiapone" (Allamagoosa). io comprai questo libro nel 1963, avevo 15 anni, durante il mio primo ritorno dalla Germania al paese. Nella casa degli italiani a Langenargen, sul Bodensee, mancavano libri da leggere nella nostra lingua ed io ne avevo sentito il bisogno. Da allora non me ne sono mai separato, negli anni che seguirono regalai decine di copie agli amici che incontravo. Molti libri sono stati importanti nella mia vita, da "Critica della ragion pura" ai Miserabili, i Fratelli Karamazov e Topico del cancro e quello del Capricorno, ma due libri mi hanno fermato a riflettere più degli altri; questo Galassia che vai e "La rivoluzione cognitiva" di Harari. Questo però è più serio ed impegnativo, lo legga chi vuole "crescere" mentre "Galassia che vai" vi farà ridere, anche di voi stessi e vi farà pensare e capire. é un invito al teatro della vita, oramai poi che non è più fantascienza, ma è diventata storia....procuratevelo...