domenica 29 aprile 2018

il Mistero della ricchezza del mondo

Noi siamo abituati (educati, direi) a considerare la ricchezza del mondo, come quella grande, immensa capacità del nostro pianeta, nel diversificare tutte le forme di vita, animale e vegetale, che popolano la nostra Gea. Noi pensiamo ai colori di certi uccelli esotici che non abbiamo mai visto, allo spiaggiamento collettivo di branchi di balene, o al fatto che i delfini siano detti animali più intelligenti del mare, per commuoverci per le loro sorti o per preservarne la qualità della loro vita nel oro habitat. Ma sappiamo bene che c'è chi per ricchezza del mondo, intenda solo la ricchezza economica, o di potere, che spesso vanno a braccetto, che lui riesce ad accumulare nelle proprie mani. Abbiamo imparato a nostre spese che la parola "ricchezza" (la loro) va sempre nel senso inverso con la parola "povertà"(la nostra). Specialmente durante questa lunga crisi che stiamo vivendo ancora (checchè ne dicano del suo stato chi ci governa), nella quale, ci dicono, i ricchi son diventati più ricchi, i poveri più poveri. A me pare subito chiaro come si possa diventare più ricchi, ma diventa difficile comprendere chi è povero cosa faccia per diventare più povero. Difatti, mentre ai primi basta continuare ad accumulare, a rilevare le aziende in fallimento, a licenziare operai sostiutiti da robot, a scavare miniere con talpe enormi ed automatiche per estrarre cento volte la quantità di materiali preziosi da sfruttare, mi diventa ostico comprendere qual'è lazione che un povero possa svolgere per "aumentare" la sua povertà. Chi mi segue sa che da tempo io scrivo o parlo di incapacità del linguaggio usato per spiegare situazioni moderne che oggi non sono comprensibili con le vecchie parole. Quando un operaio rimane senza lavoro viene detto che il poveretto " ha perso il lavoro" quando una banca, a seguito della sua perdita del lavoro e della sua incapacità di continuare a pagare il mutuo, gli sequestra la casa, viene detta come una conseguenza di quella prima "perdita". Perde il lavoro,perde la casa e spesso perde la possibilità di pagare il mantenimento della moglie e dei figli che ha perso dopo essere rimasto senza casa e lavoro. Ma un uomo non "perde" il lavoro; gli viene sottratto, viene Licenziato, lui non lo perderebbe mai. In conseguenza di quello che gli viene sottratto o negato all'inizio, come conseguenza gli viene sottratta la casa, la famiglia e molto la vita stessa. Messa così si vede subito che un ricco ha la sua capacità di decidere come fare per continuare ad arricchirsi, un povero no. Subisce le variazioni climatiche della manovra che altri fanno; da ciò dipende se lui avrà un famiglia, una casa, una vita. Le voci dicono che in Italia, nel "nostro" bel Paese, 10 famiglie posseggono quando il resto del Paese. Ecco già in questo modo di dire c'é una inedeguatezza del linguaggio parlato: quando all'inizio dicono Paese, noi ci illudiamo di esserne dentro, noi siamo il Paese. Ma subito dopo dicono che 10 famiglie posseggono quello che il "resto" si divide...e noi scopriamo di essere il "resto"; i Paese sono loro. Per il mondo invece le cose son ancora più strette: solo otto(8) famiglie, posseggono la ricchezza del resto del mondo. Verrebbe da applaudire...ma come fanno, come e dove accumulano tutta questa ricchezza, ma sopratutto: a che cazzo gli serve? Ad avere il POTERE di decidere sulla pelle degli altri? ma chi cavolo lo vuole sul proprio groppo questo problema? Me lo vedo io uno degli otto membri del club che al mattino si alza e, prima di colazione si preoccupa di cosa farà oggi quel cazzone di popolo italiano. Ma che gliene viene? Ma che la ricchezza funziona ed ha un suo fascino lo scopriamo continuamente; guardate un pò come quel Berlusca ha arpionato il giovane truzzo della Lega, tappando il buco economico prodotto dal senatur che l'aveva duro coi soldi degli altri, il vecchio col pannolone ha sottomesso il badante galletto facendolo recedere dalla sua voglia di esplorare prati nuovi. E che dobbiamo pensare di quel bell'esemplare del condottiero nord coreano che sembrava voler buttar giù il gigante americano con un peto, in due minuti ha cambiato un secolo di ringhiate in un sorriso smagliante. Miracolo della ricchezza o del potere, Non certamente dell'intelligenza o dell'umanità.