mercoledì 3 gennaio 2018

mezzo secolo fa: il '68

quando nel 68 (20 anni) pensavo al '18, pensavo alla fine della Prima Guerra Mondiale, mezzo secolo mi parevano mille anni di distanza. Ora che abbiamo finito il giro e siamo di nuovo al '18, penso che mezzo secolo fa, ero tra gli extraparlamentari di Lotta Continua e poi nel Manifesto e mezzo secolo mi pare ieri.
La mia compagna, mia moglie poi, mi fece da guida per comprendere cosa voleva dire "partecipazione" " Femminismo"...poi Soccorso Rosso, la Comune con Dario Fo e Franca Rame, poi ancora Psichiatria Democratica e Franca Ongaro e Franco Basaglia. Poi Democrazia Proletaria e Democrazia sindacale...e 20 anni dopo, nel 198o l'uscita dalla CGIL e la creazione del COBAS degli Autoferrotranvieri di Torino. Il primo Cobas d'Italia ( anche se Wikipedia non lo troverete) Anni di lotta e di processi, mentre la storia scivolava via ed il mondo non era più lo stesso... Non era più il 68, ma a me sembrava ancora di si..Ce n’est qu’un début, continuons le combat!...ecco, ancora penso che sia questo che mi fa vedere il 68 solo come fosse ieri...ed invece la distanza é la stessa che allora ci separava dall'altro '18...Molta acqua é passata sotto i ponti. Le conquiste delle lotte di quei giorni sono state annullate da governi che hanno fatto credere a chi non aveva speso una goccia di sudore per quelle conquiste, che non si poteva continuare ad arroccarsi dei "diritti acquisiti dai padri" bisognava azzerare tutto perchè ci fosse una nuova crescita. Come se avessero anche solo èer un attimo pensato che allora bisognava annullare tutte le ricchezze accumulate in quel tempo passato, o i privilegi della casta, dei politici...e così, via l'articolo 18, i contratti di solidarietà, il lavoro. Non il lavoro a tempo indeterminato e la garanzia di una vita al sicuro, ma proprio via il lavoro, quello che nobilita l'uomo. gettando lo stesso e le famiglie in uno stato di prostrazione, di paura e di povertà. Nuova povertà la chiamano. Ma la povertà non è mai nuova, la povertà puzza dal primo momento perchè è una condizione di morte della dignità, del diritto alla vita, del progetto del proprio futuro....Di tutto ciò che rimane del '68, la cosa che amo di più ricordare e tenermi stretto, é proprio quella sensazione di libertà e di dignità che é dentro la lotta: la possibilità di poter guardare in faccia il potere, più che il potente, e dire "IO SONO VIVO E CONTO!"
Mi commuovo a guardare le donne (mi commuovevano allora e lo fanno ancora oggi) perchè nonostante il secolo trascorso da quel 18 a questo, nonostante molte cose sono per loro sono cambiate, nonostante continuano a partorirci, crescere ed assistere, cadono ogni giorno sotto i colpi di noi uomini. Ecco; nel pensare al '68 penso a quanto abbiamo perso da allora ad oggi e a quanto aveva ragione Mia Martini: Gli uomini non cambiano...Come il Potere
https://www.youtube.com/watch?v=fCp2usUYmHI