martedì 9 agosto 2016

Prigionieri

Prigionieri



L'ultimo libro di Pino Aprile “Carnefici” mi ha dato molto da pensare.
Mi ha costretto a delle riflessioni sulla vita che, probabilmente, ho già fatto nel passato, ma che la lettura di questo suo lavoro, mi costringe a rifare e, ad inquadrare da altre angolazioni. Guardarle ora le cose, la storia e la vita, assumono un'altra dimensione. É come se nella visuale che avevo, si fosse creata una bolla di ingrandimento, una deformazione globulare, che ingrandisce e pulisce la visione. Un foro tra le nubi, simile ad un occhio del ciclone, attraverso il quale guardare più da vicino e con una vista più nitida. Senza quel pulviscolo che, seppur invisibile, opacizza le cose e le rende quasi prive di rilevanza, di contorni, di definizione.
Così, come ho dovuto, rileggere il passato, la storia dell'Italia e del mondo, ho dovuto, giocoforza, rileggere la mia traccia individuale.
Da molto tempo non scrivo. Dopo che ho scaricato da dentro i file della mia sofferenza incompresa prima e messi a posto i registri per interpretare con più chiarezza il presente, ho ritenuto che la letteratura italiana poteva fare a meno delle mie vicissitudini private. Dedicarmi alla lettura dei libri degli altri, di quelli che avevano, sicuramente, da dire cose maggiormente interessanti, poteva essere più proficuo. Ma neppure le riflessioni private, che restano dentro, sono una gran cosa, se restano tali, mi sembrano grandi masturbazioni mentali. Per questo sento la necessità di condividerle, mettendole a disposizione di chi si trova in cammino e la sua strada incontra la mia, o il mio blog.
Allora, riprendiamo il filo dal discorso sul libro: L'eco dell'urlo di dolore che mi arriva da “Carnefici” mi ha fatto pensare che Pino Aprile ha scoperto l'acqua calda! É chiaro che dopo aver detto che fu una guerra di conquista, perfino mai dichiarata, ma che è durata, coi fucili, per circa un ventennio, e che poi continuata con scelte politiche di eguale efficacia distruttiva, per annettere il Regno delle Due Sicilie, é chiaro , dicevo, che dentro una guerra ci sta tutto! Ci stanno le violenze, uccisioni di innocenti, di donne e bambini e di civili ma perché farne tante categorie, negli innocenti non vengono compresi tutti? A me sembra di si, perfino i poveri militari, ci sta perfino che i vincitori nascondono le verità e ne costruiscano una versione dei fatti, assolutamente propedeutica alla propria necessità. Ci sta! Ci sta perfino che io utilizzi una parte del “Paese” così unificato, come serbatoio economico e di forza lavoro per il “P.R.S.M.”, il Paese Reale Secondo Me! Se poi ME, sono il re dei vincitori, ci sta eccome! No? Dove sta, invece, lo scandalo a cui punta l'indice Pino Aprile? Starebbe, lo scandalo, nel fatto che LORO...ci hanno raccontato le bugie sul fatto che tutto questo ce lo avevano fatto subire, per il bene del Paese Unito! Ma vabbè Pino, l'hanno solo detto a noi, ai vinti, tra di loro mica si dicevano quello. Si dicevano invece, fregandosi le mani come D'Alema quando disse “ Habemus Banca”...”Abbiamo Colonia!”
Pienamente coscienti che dire ai vinti che erano diventati, in virtù delle mazzate prese, “cittadini di Roma” tanto loro, tra i cittadini, erano e restavano, gli unici veri Romani de Roma, no? Voglio dire che il distorcimento storico è implicito nella soluzione della guerra, mica le hanno inventate i piemontesi le bugie no? Anzi, secondo me loro non ci sarebbero mai arrivati! Quindi alle urla di Pino, io rivolgo solo una domanda: Ma che te gridi?...Abbassa il volume, spegni la radio coso...nun me disturbà er sonno mio

Perchè non hai gridato quando i romani ammazzavano, saccheggiavano e violentavano tutto il mondo allora conosciuto e poi li pigliavano per i fondelli dicendogli che erano tutti uguali? Abbastava che giurassero fedeltà a Roma e la cosa era fatta! Era fatta sto par de ciuffoli! Loro erano i Romani de Roma e gli altri diventavano fanti e fantesche! Pagavano la loro sottomissione a Roma colle tasse e colla vita... Perfino la Santa Madre Chiesa Romana, fece un eccidio tra i fedeli di Valdo quando questo cominciò a predicare il federalismo credente. Fece uno sterminio e disperse i restanti come polvere al vento. E allora, Pino, perchè starnazzi del sud? D'altronde tu se sei nato e sei vivo, vul dire solo che tuo bisnonno era d'accordo con noi e non li hanno storto un capello, no? Che dici? Che a te non è andato giù il fatto che ci hanno detto che eravamo fratelli, che lo facevano per noi... e vabbè...i fratelli..., ma allora che dobbiamo di noi divorziati delle mogli? Eh? Avevano giurato amore e fedeltà, l'hanno fatto davanti a tanta gente, parenti e un prete. Avevano giurato di seguirci nella buona e cattiva sorte, ma ci hanno seguiti solo nella buona e la cattiva sono state loro! Ci hanno conquistati, sottomessi e depredati, e poi paghiamo il pizzo tutta la vita. E i figli? I poveri figli comuni? Li sottraggono ai padri con un rapimento legalizzato, li crescono come i militari sudamericani hanno cresciuto i figli dei desaparecido, e quando li incontri, dopo anni che li hanno tenuti prigionieri...dove? A Fenestrelle suppongo, non ti riconoscono più come padre,mano a mano che passa il tempo, hanno imparato dalle madri che tu sei il loro bancomat! E tu parli dei piemontesi? A noi uomini, questo lo fanno tutte le donne, anche le nostre: le brigantesse!

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Proprio quando il soffione esplode in mille pezzetti e sembra morire, il pappo vola lontano a fecondare nuova vita.

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