mercoledì 15 aprile 2015

Work in progress: A volte capita!

Nel proporre un corso all'Unitre di Giaveno, per lo studio dell'evoluzione della famiglia in Italia, abbiamo messo in moto una iniziativa condivisa ed apprezzata da tutti coloro che ne comprendono la valenza culturale, Il primo ad incoraggiare la mia iniziativa ed il tema, é stato don Luigi Ciotti, al quale sottoposi questo mio progetto. Mi incoraggiò e mi stimolò ad andare avanti con forza indicandomi immediatamente il suo vice: lo psicologo  Leopoldo Grosso, come persona disponibile e competente. Da allora in poi, il corso si è praticamente costruito quasi da solo, come animato da una volontà e forza autonoma. Hanno aderito immediatamente alla mia richiesta di esserne i relatori, persone impegnate nello studio di questa importante istituzione basilare, studiosi di  prim'ordine che vanno da don Ermis Segatti alla sociologa Chiara Saraceno, da don Fredo Olivero alla Ppsicologa, docente e scrittrice Anna Oliverio Ferraris che salirà appositamente nel suo Piemonte, da Roma, dove vive, da quel primo prezioso aiuto fornitami direttamente da don Ciotti; Leopoldo Grosso, suo vice nel gruppo Abele, all'ultima perla che si aggiunge a questa collana di splendide persone e che corona il mio sogno di averla ospite del nostro corso sin dall'inizio: la psicologa Simona Rivolta. Su questo ultimo arrivo voglio raccontare agli amici e amiche che mi seguono, quale percorso ha seguito il fato: Il mio primo figlio mi ha detto che si stava separando da sua moglie qualche mese fa. Rimasi sconvolto dalla notizia che ho sempre temuto. Avendolo reso figlio di separati io e sua madre, ne ho potuto vedere il dolore e la trasformazione che ha subito a seguito di quella nostra incapacità di dargli la stabilità, che una famiglia dovrebbe garantire ai piccoli una volta che decidiamo di metterli al mondo. So che loro avrebbero fatto qualsiasi cosa pur di risparmiare ai loro due bambini, un simile percorso di dolore. Ma pure dovetti rendermi conto che loro erano, proprio nel periodo più traumatico di una separazione, sereni, coscienti di quello che stavano facendo, controllandone con grande capacità, la dose di amaro calice che una simile risoluzione, inietta in tutti i componenti che la subiscono; specialmente nei figli. Chiesi come mai, e lui mi disse che si erano preparati con calma all'evento. avevano consultato specialisti e letto qualcosa che li stava aiutando molto. Tra le cose di cui mi rese partecipe, mi diede il titolo di un libro: "La mia famiglia da ora in poi". Lo comprai ed ho iniziato a leggerlo. Mi sono reso conto che quando quell'amara esperienza toccò a me, non fui in grado di evitare al mio piccolo, la maggior parte dei problemi derivanti dalla separazione tra me e sua madre, non avevo strumenti ed aiuti, era l'inizio di una esperienza di divorzio in Italia e la nostra cultura e gli strumenti di analisi non erano ancora presenti. Quel libro non mi piacque affatto all'inizio. Proprio perchè metteva il dito sugli errori che io avevo commesso e mi inchiodava a delle responsabilità che non potevo ora recuperare. Quando giunsi a metà del libro, decisi che la psicologa che lo aveva scritto, avrebbe dovuto essere presente nel mio corso, perchè poteva essere illuminante su tante cose importanti che avrei voluto offrire agli amici/che che vorranno cogliere questa occasione insieme a me e all'Unitre di Giaveno perciò, cercai immediatamente di contattare la psicologa Simona Rivolta, senza riuscire a trovare il modo. Dopo tanti tentativi trovai un bandolo: il centro clinico Minotauro di Milano sembrava essere il percorso per poterla contattare. Scrissi alla mail di contatto pregando di girare la mia lettera alla dottoressa Rivolta, ma per molto tempo non ricevetti risposta. Fino al 13 aprile (tre giorni fa), quando nella mia casella postale trovai questa sua mail: "...Buongiorno dott. Martella, e grazie per la sua mail. 
Purtroppo il suo messaggio mi è stato girato a un indirizzo che non controllo di frequente, per questo le rispondo con ritardo, e me ne scuso.  
Detto questo, le confermo che sarei felice di  partecipare all'iniziativa di cui Lei è coordinatore, mi scriva o chiami quando crede (cell 348..............).
La ringrazio e saluto cordialmente. -
La sorpresa e la gioia che provai é stata pari solo a quello che riprovo nel poter condividere con voi la notizia che anche questa magnifica perla degli studi sulla famiglia, sarà parte della squadra degli specialisti che doneranno la loro cultura in materia a coloro che frequenteranno il corso. 
Questo mi costringe a riproporre a tutti voi il nuovo calendario con tutte le date ed i temi che, con il loro magnifico contributo, studieremo. Non me ne vogliate; la vita è un cantiere aperto ed ogni giorno dobbiamo raddrizzare la rotta della nostra astronave in viaggio esplorativo dell'universo: come il nostro corso sulla famiglia.
Ah! non abbiate paura...ho spiegato alla dott. Rivolta che non sono un dottore. Mi ha risposto che sarebbe venuta lo stesso; nonostante ciò! Spesso per aprire una porta ci vuole una chiave, a volte invece certi portoni si aprono da soli: a volte capita!