giovedì 3 febbraio 2011

i 150 anni dell'Italia

i 150 dell’Unita d’Italia

Una volta un mio nipote, mi disse tutto fiero che i nonni dei suoi nonni (a Pietra Montecorvino) erano stati ricchi e potenti. Gli chiesi che cosa ci poteva essere nell’essere fieri di quella decadenza. Così mi appaiono i discorsi se era più ricco il regno dei borboni o quello dei savoia. Io non amo i RICCHI e/o i POTENTI, ritengo ambedue queste figure i responsabili di ogni cosa brutta. Mi piace molto ragionare come le mogli degli sfaticati: Quando i mariti tornano a casa senza aver trovato un lavoro, ma mille scuse per spiegare i loro fallimenti, la moglie gli chiede” ed ora cosa mettiamo a tavola?” Non esiste uno Stato che non sia nato da una guerra, non c’é neppure una parte vincitrice che abbia unito le nazioni per fare il bene degli altri, dei perdenti. Certo che uno Stato Unitario avrebbe potuto amministrare il paese in modo più equilibrato, con una divisione delle ricchezze ( e delle occasioni di lavoro) più diffuso sul territorio del nuovo Stato. Avremmo potuto vivere nelle nostre terre (quelli nati al sud o nelle campagne piemontesi e lombardo-venete). Possiamo sperticarci quando vogliamo su tutto questo scibile, ma rimane un fatto:ORA COSA CI CONVIENE FARE? E’ ridicolo pensare a separare di nuovo le cose al punto com’erano. Non era solo Nord e Sud… Ma non ci rendiamo conto che dopo la diaspora delle regioni meridionali verso il nord, oggi tre quarti della popolazione di questa parte d’Italia é fatta di gente che ha grossi legami con la terra dei genitori? che questa è la grande opportunità…Allora si disse “FATTA L’ITALIA ORA BISOGNA PENSARE A FARE GLI ITALIANI”. Quell’ORA é ADESSO!! Gli emigranti sono “CITTADINI DI DUE COMUNI, DUE REGIONI, ma di un unico STATO! Possiamo pensare a genitori residenti al sud e a figli residenti al nord con due passaporti diversi? I figli degli emigranti sono amministratori, dirigenti, possono operare con più equilibrio, giustizia! In questo 150° anniversario dobbiamo cogliere l’occasione di aprire le finestre a questa CASA DI TUTTI che è l’Italia e spazzare bene negli angoli nei quali in questi 150 anni si è accumulata tanta schifezza! è LA NOSTRA CASA a nord come al sud, ripuliamola e rilanciamo questa unità senza rancori e odio: I figli riabbraccino i propri avi e gli rendano giustizia. Gli emigrati possono, ed io penso che DEBBANO, avere questo grande ruolo. Ai fautori di un divorzio all’italiana vorrei porgere con rispetto questo pensiero: Noi siamo i figli dei sopravvissuti a quella grande violenza dei piemontesi, forse lo siamo anche perché i NOSTRI avi si schierarono con LORO o, comunque, NON LI COMBATTERONO. Quei giovani RESISTENTI (e non Briganti) che lo fecero non hanno avuto nè figli nè nipoti, rendiamogli ONORE e BASTA! Non è che il SUD ( o meglio ) QUALCUNO a sud, stia usando la leva dell’Unità sanguinaria per ottenere un rimborso”spese”? La GRANDE INDUSTRIALIZZAZIONE DEL NORD é allo stremo, il SUD ha ricchezze naturali infinite, CORAGGIO, è ORA DI SFRUTTARLE MEGLIO! Il bruco degli avidi divora il cavolo più bello e lascia che quelli più rachitici diventino prosperosi quanto il primo. Ora é ORA DI RACCOGLIERE I SUOI FRUTTI!