martedì 9 dicembre 2014

Le Terre di Mezzo

La Terra di Mezzo
Nome originaleMiddle-earth
TipoContinente
IdeatoreJohn Ronald Reuel Tolkien
Appare inIl Signore degli Anelli
Lo Hobbit
Il Silmarillion
I figli di Húrin
Caratteristiche immaginarie
PianetaArda
da Wikipedia
Nulla, più della realtà di oggi, sembra essere quel mondo onirico, che lo scrittore inglese J.R.R. Tolkien, ha chiamato "Terra di Mezzo", anzi...i mondi fantasiosi in cui stiamo vivendo le nostre vite reali, sono tanti e diversi. Per questo motivo, ognuno di noi ha la sensazione di "darsi da fare", di fare la "propria parte", senza che questo collimi una sola volta con quello che fanno gli altri, senza che il proprio agire, possa assomigliare nel modo più lontano, ad una sorta di "interesse comune" ma, anzi, qualsiasi azione uno faccia, sembra finire in una sorta di caotico calderone che non fa altro che confermare che si! quel passo, quel tassello, andava proprio fatto, spostato, ma che non ha ottenuto nulla, se non il contrario del proprio intento. Non è servito cioè a portare il proprio contributo, ma ad aumentare la confusione preesistente. Come se il nostro apporto, la merce o il materiale, il nostro manufatto con sacrificio, fosse stato messo, depositato là, proprio in mezzo al passaggio, contribuendo alla confusione che c'era già,  in un enorme magazzino fantastico, dove vengono accumulati i contributi di ognuno di noi senza un ordine preciso, senza che essi siano interdisciplinari ed intersecanti, senza che nessuno di essi, finisca dove doveva e per lo scopo per cui era stato partorito; a portare nuova energia, un cambiamento, un aiuto a migliorare le situazioni preesistenti ormai ritenute da tutti insostenibili. Nella società in cui viviamo, non c'è mai stata tanta democrazia, tanta libertà, tanta indipendenza. Così tanta non ne hanno mai avuta e goduta i nostri avi, coloro che hanno costruito le premesse affinché noi godessimo di questo frutto del loro lavoro, eppure, ognuno di noi si sente impastoiato, ostacolando nei movimenti; come incaprettato, obbligato ad una serie di azioni coatte, non decise ma subite! I Mondi di Mezzo, non sono più pianeti fantastici in altri pianeti, altre dimensioni della fantasia, vite parallele di mondi e persone diverse e differenti ma che hanno un vissuto e degli interessi comuni ad altri , ma ognuno di noi oggi è un pianeta che ha una sua orbita, una sua legge, un suo percorso, una sua verità e tutto questo diventa il mondo per cui lotta contro tutti. Ci siamo evoluti senza preparazione a ciò che é la vita odierna, scippati tutti dalle proprie famiglie, dai propri affetti, dalle proprie culture, dalla natura che ci circondava da sempre e costretti a fabbriche che ci rendevano schiavi, piene di frastuoni innaturali, di aria irrespirabile, di disumanizzazione dell'essere che era stato allevato in noi. Ci hanno fatti diventare pazzi, ma noi abbiamo voluto credere che fosse utile, necessario perfino e ci siamo aperti a ciò che sembrava "il nuovo", ma che era solo la perdita di ciò che eravamo senza costruzione di niente altro. Da quelle fabbriche e dall'industrializzazione della società, ne abbiamo ricavato una sensazione di potenza sulla natura, sugli elementi, sulla vita perfino. Abbiamo perso la coscienza che eravamo vermi di terra e che della terra ne avevamo bisogno per la nostra stessa sopravvivenza. Abbiamo odiato e divorato la Madre che ci aveva allattato e divorato l'essere che lei aveva cresciuto, per ottenere un atomo scisso da ogni altro, libero da ogni legame e da ogni senso di appartenenza ed allora...ci siamo persi! Siamo assolutamente incapaci, ormai, di immaginare perfino, ciò che noi sappiamo da sempre: di essere atomi che formano un nucleo, che abbiamo bisogno di altri per far parte di qualcosa: di essere parti inscindibili di un gruppo, famiglia, comunità, popolo, genere. La nostra educazione, la nostra cultura, da qualsiasi parte la si prendesse, ci portava ad avere la coscienza di essere parte del creato, parte dell'emancipazione della vita evolutiva, ma sempre qualcosa legato a qualcos'altro inscindibilmente. Oggi, noi non pensiamo di essere l'atomo del Caos, l'unico che porta in se, la scintilla della vita, la luce divina, eppure, tutto ciò che facciamo, finisce per far pensare a questo, come volessimo distruggere tutto il resto per sopravvivere. Gli uomini non ragionano più come genere, ma non c'è nessun nuovo modo di essere. Abbiamo ceduto il nostro essere genere, in cambio di ciò che doveva essere il nuovo centro di misura: la persona! Non un maschio e neppure la femmina, ma l'essere umano nella sua completezza e nella sua individualità: la persona. Ciò che abbiamo ottenuto però, é un essere perso che ha difficoltà di individuare e seguire un suo progetto, un modello. Abbiamo ucciso l'uomo del passato senza allevare uno pronto per il futuro; il risultato é che quello del presente non è niente, se non un disperso in cerca di sopravvivere quotidianamente, pressato dalle contingenze e senza avere il tempo di pensare ad un sogno. Abbiamo così ucciso la donna del passato: non più serva e schiava. Non più complemento oggetto, ma centro e nucleo intorno alla quale costruire la donna, ma la donna che abbiamo oggi non é quella intorno alla quale un uomo costruiva una famiglia, la donna ha cambiato pelle, stile ed é difficile comprenderne quale sia il ruolo che vorrà avere nel futuro così rapportarsi ad una persona, senza pensarla donna e senza pensarsi uomo, diventa un discorso fluido che non si capisce da quale angolo tenere. Abbiamo perso il bandolo e la matassa. Abbiamo distrutto il concetto della famiglia per pensare ad una  nuova famiglia; il risultato è una confusione totale di comportamenti individuali non più rapportabili a degli schemi. La cosa può sembrare liberatoria, aperta ad ogni futuro, ma fin'ora non ha prodotto la stabilità che quel nucleo aveva prima e che permeava di quella stabilità, di quella sicurezza, tutti i membri partecipi e gli esserei di contorno. Distribuendo certezze ai figli e sicurezza ad una enorme cerchia di persone che si chiamava parentado. Abbiamo buttato gambe all'aria i figli in età fragili, nel momento in cui dovevano costruire la loro personalità e la comprensione della loro catena di affetti. Abbiamo gettato all'aria l'orizzonte nel quale crescevano e strappate le fotografie della loro mente; gli abbiamo regalato nuovi padri e madri che non erano nè padri nè madri, ma neppure estranei nè amici, ma loro si son dovuti piegare al fatto che il sole e la luna delle loro albe e tramonti erano scomparsi dal loro cielo.
Ecco cosa abbiamo fatto nella nostra vita e, visto che ne stiamo pagando noi le conseguenze, bisognerebbe chiedersi: ma davvero ce lo siamo fatti noi questo regalo? chi ci ha tolto la capacità di comprendere che ogni causa produce un effetto? Cosa ci ha fatto credere che se buttavamo giù tutto quello in cui credevamo, la polvere e le macerie non ci avrebbero travolto e soffocato? Siamo stati manipolati. Da chi? e qui mi fermo, perché non voglio passare per pazzo, porgendo il fianco a tutti i vostri suggerimenti: "...cosa ci mettono nel cibo...le scie chimiche...gli extraterrestri...l'ho sempre detto io..." no...io qui mi fermo. A chi devo rendere conto? Io vivo su Arda.