domenica 20 gennaio 2013

Niente di nuovo sotto il sole.

Sta davvero succedendo qualcosa di strano; la politica mondiale porta il mondo al collasso, fa guerre dovunque per derubare i popoli delle loro ricchezze naturali, finanzia Banche e multinazionali  rubando ai propri cittadini, ci mostra il disprezzo che hanno per noi usando il denaro pubblico per beneficio personale, ci tolgono il lavoro e i servizi mentre aumentano il prelievo su salari fermi da vent'anni e noi che facciamo? ci scanniamo per poter votarli per mandarli di nuovo a governarci! Continuiamo a dirci che se mandiamo uno, invece che l'altro, quello risolve i nostri problemi a nostro favore! Ma che cosa ci devono fare per farci comprendere che se votare serviva noi e non a loro, ce lo avrebbero impedito?Come possiamo pensare che se basta inserire alcuni granelli di sabbia nel meccanismo in Italia, che le politiche mondiali possono davvero cambiare? nell'ottobre del 1987 wall street perse in un giorno il 22 per cento, l'America cambiò regole monetarie a suo favore e risolse la crisi, ma la stessa si è ripresentata 20 anni dopo con Lemann & Brother's ed il mondo la fa pagare agli stati più deboli della catena dei potenti: Grecia, Spagna e Italia. Ecco perché qualcuno scrive " Siamo tutti contro tutti e nessuno a favore di qualcuno, sono confuso". da che cosa è determinata questa confusione? Non dovremmo forse essere estremamente decisi? Non dovrebbe essere molto chiaro cosa dobbiamo fare? Pare proprio di no, ed io mi chiedo il perché. La campagna elettorale attuale si presenta drammatica come mai in questa nostra storia di Repubblica, ma ad essere in pericolo non è la nostra Democrazia, quella è forte e semmai, grazie ad internet, ha conosciuto il suo momento di maggior diffusione e pratica. E' così diffusa che ognuno fa quello che vuole senza tema alcuna di chissà chi. Quello che in gioco è i livello economico e di benessere, di cui, in alcune regioni italiane, gran parte della popolazione gode.  Ma se questa febbre per le elezioni é giustificata con una inversione di rotta, bisogna capire dopo la boa, verso cosa viriamo. Lo Stato capitalista ci riporta ogni vent'anni ciclicamente al baratro, gli stati del mondo non capitalistici (ce ne sono?) aspirano a diventarlo e comunque sono falliti prima di questi...Allora noi verso cosa vogliamo andare? Giusto quello che dicevo prima: regna una grande confusione. Noi non vogliamo una alternativa del sistema. Gli ultimi uomini politici italiani che pronunciarono queste parole furono Pintor, Rossanda e un manipolo di altri insieme a loro. Le BR, che provarono a sovvertire lo Stato gambizzando ed uccidendo, ma altri, politici italiani eletti e non, io non li ho mai sentiti dire una cosa simile. Ma se non si sta decidendo di cambiare sistema, cosa si sta decidendo? Sembrerebbe il destino del Paese, ma a me pare piuttosto il destino di alcune persone. Troppo poco per lasciarci coinvolgere così. Difatti Berlusconi torna in campo per difendere se stesso (i suoi affari e capitali) dalla possibilità di patrimoniali che nessuno minaccia, ma anche dai numerosi processi che lo vedono coinvolto. Casini difende la posizione che ha assunto nel Paese grazie alla benevolenza del Vaticano, una zecca che lo Stato laico italiano dovrebbe staccare per sempre dal suo collo. Bersani non vorrebbe andare al governo ma è quasi costretto, per aver vinto la sua unica battaglia come PD contro Renzi un altro del PD che voleva misurare i muscoli democristiani in questa insalata insipida che é ancora oggi un partito che naviga a vista e si ritrova, suo malgrado, ad essere forse maggioritario ( ancora non si riesce a capire per quanto). Grillo si ritrova preso dal fatto che ha agitato troppe piazze, non badando mai a darsi una identità politica per cui è difficile comprendere se i suoi eletti sono di destra o di sinistra, leghisti al nord e meridionalisti al sud, Per questo motivo credo che appena scoppieranno le prime contraddizioni, i grillini verranno tutti costretti a cercare un ombrello sotto cui parare dagli strali del despota. Ingroia sembra candidato per mordere le caviglie a Berlusconi, più che a proporre un programma per il nostro povero Paese. Se il movimento arancione avesse davvero un programma, i suo promotore, sindaco di Napoli, una città che bene si poneva come teatro sperimentale per un nuovo progetto, dopo i danni di Bassolino e Jervolino, perchè non ci siamo accorti della novità?  Ecco, credo di aver aiutato i pochi che avevano qualche idea chiara, a confondersi per bene anche loro. Ma la mia domanda iniziale é sempre lì, in attesa almeno di un serio tentativo di risposta: Perchè se non può cambiare nulla, noi ci stiamo agitando tanto?
Intanto concedetemi un attimo ancora: che non può cambiare niente non lo dico io ma loro. Ma come chi loro? Loro, i politici, quelli che si candidano per cambiare. Che cosa vi sembra che possa cambiare quando le liste sono state "ripulite" solo dopo le denunce pubbliche dei vari crimini per i quali i loro candidati erano incriminati? Non ci fosse stata internet, i loro candidati sarebbero stati esattamente gli stessi. Che cosa si legge nelle liste dell'Udc di Casini? Continuità con Monti e cognate, nipoti...famiglia insomma. E noi che pensavamo di leggere? Lo stesso PD ( perché mi meraviglio?) ha dei nomi che nessuno metterebbe neppure in un consiglio di quartiere. Cosa cambierà il voto? Nulla! Ed allora perchè noi elettori ci crediamo nelle elezioni? Perchè l'essere umano è una delle pochissime specie presenti sulla terra che ha la coscienza dei suoi sogni, ne sente la necessità e, attraverso di essi, ha la capacità di illudersi! 
Noi non vogliamo prendere coscienza di quello che lo stato reale ci mostra: siamo dei numeri insignificanti, degli esseri insignificanti, che il potere gioca come e quando vuole. lo stato subliminale ci invita a credere che il sogno si potrà avverare. Senza mutare niente, senza mettere in discussione il sistema, le banche, le industrie. Cambierà la sorte solo perché cambiamo i dadi con i quali abbiamo perso fin'ora. Non vogliamo accettare che il gioco é truccato: comunque vada il Banco vince!https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10151378381574379&set=a.433052314378.204024.312619489378&type=1

“Mi chiamano il presidente più povero del mondo, ma io non mi sento povero. I poveri sono coloro che lavorano solo per cercare di mantenere uno stile di vita costoso e vogliono sempre di più. E’ una questione di libertà. Se non si dispone di molti beni allora non c'è bisogno di lavorare per tutta la vita come uno schiavo per sostenerli, e si ha più tempo per se stessi”.
( Josè Mijuca presidente dell'Uruguay)