venerdì 28 dicembre 2012

I Maya avevano ragione.

Della fine del tempo e del calendario dei Maya, ne abbiamo parlato tutti. Ne abbiamo dato ogni interpretazione e poi li abbiamo macellati con ogni tipo di improperio e classificazione, ma che si possono riassumere in una sola parola: deficienti! Prima però abbiamo fatto tutti un pò di scongiuri, abbiamo pensato che forse, costruirsi un bunker ben rifornito, o (peccato non ce lo potevamo permettere) comprare una casa in quei piccoli e sconosciuti comuni agresti, Francia o Italia che fosse, non sarebbe stato male anzi, abbiamo tifato per loro, ci è sembrato giusto che se proprio un posto del nostro mondo dovesse essere risparmiato dalla fine, questo fosse una nicchia bucolica e non una grande città, pià adatta ad un cataclisma. Abbiamo rivisto le scene di "The Day After Now" molte volte e con quelle nella mente abbiamo interpretato il calendario dei Maya. Qualcuno in verità ci aveva detto che i Maya intendevano "la fine di un ciclo del tempo" e non del mondo, ma noi, condizionati degli tsunami e dai terremoti abbiamo sospettato una catastrofe secondo tutti i sacri crismi, ci siamo persino preoccupati di un povero asteroide che ignaro viaggiava a qualche decine di migliaia di milioni di  km dalla nostra orbita. Quella distanza ci è sembrata, prima del 21 dicembre, una maledetta sparuta di metri. Solo dopo il 21, passata la preoccupazione, c'è sembrata una occasione sprecata, il non essere riusciti a dare una occhiata da vicino al sasso...mah.... Allora, se il mondo non è finito ed i Maya avevano (secondo me) ragione com'è andata? Il fatto è che il tempo, inteso come fino ad ora lo abbiamo vissuto, non esiste più. Ma và?... e dov'è andato?  Da nessuna parte. Il tempo prima veniva dal passato ed andava verso il futuro. Ieri oggi e domani erano ben chiari nella testa della gente, ora non più. Certo non è finito proprio il 21 dicembre, impiegheremo del tempo per rendercene conto e trovarci d'accordo, ma i Maya dovevano dare pure un momento focale per farci riflettere e...visto che alcuni giorni più tardi saremmo stati tutti presi dalla preparazione del pasto di natale e poi con la fine dell'anno, ci hanno presi in una data in cui eravamo abbastanza liberi, perciò ci hanno detto il 21. Però, io non ho ancora spiegato perchè credo che abbiano avuto ragione. L'ho scoperto solo questa notte scorso: Stavo chiacchierando (ma se stavo scambiando dei messaggi con degli amici, scrivevo su fb, posso dire che chiacchieravo con loro?) uno era ad Avigliana, vicino a me, una in Australia, l'altra era in Sudafrica e poi c'era la commessa di una wholesale (vendita all'ingrosso) in Cina, tutti mi facevano i complimenti per i miei nipoti e figlio, dissi la mia età ad un certo punto e l'amica dal Sudafrica e Antonio di Avigliana mi fecero all'unisono gli auguri di buon compleanno, non era ancora la mezzanotte del 27, io nacqui il 28 (un pò in anticipo...) ma due secondi dopo, appena tradotto il messaggio, anche la mia amica dall'Australia e la gentilissima commessa cinese, mi facevano gli auguri. ora prendete il mappamondo, guardate dove sono io,  il Sudafrica e poi la Cina e l'Australia. fusi orari enormi dividevano il tempo una volta, ma in quel momento per tutti noi era diventato il 28 dicembre, il mio compleanno era una realtà di paesi, lingue e giorni diversi. Ora io mi rendo conto che le banche, le borse, gli affari di tutto il mondo vengono trattati in tempo reale, ma che tempo è se in un posto sono le 17.. del giorno dopo, mentre da te è oggi e da un altro è ancora ieri? Dov'è il passato il presente ed il futuro se tutto avviene dappertutto allo stesso istante? Pensate un pò al fatto che fate una foto in Italia a qualcuno, in questo momento e la mettete su internet. In un posto leggeranno la data e l'ora e diranno l'ha fatta ieri, in Italia diranno l'ha appena fatta, in un altro paese diranno l'ha fatta domani(?!) e il tempo....dov'è in tutto questo il tempo? Aspettate che qualcuno ci lavori un pò su e vedrete che quest'idea prenderà il posto che merita. Viviamo in un mondo senza più tempo nè geografia. Non esistono più i posti, siamo tutti su FB. Uno Stato nuovo, di nessuno e di tutti. Virtuale? Un corno! virtuale è quello fuori di qui!