lunedì 9 luglio 2012

Tanto rumore per nulla? non proprio...

Da quando ci siamo occupati dei "ragazzi" di Forno di Coazze, abbiamo sempre saputo che quei giovani profughi, non avrebbero avuto l'asilo politico che avevano richiesto. L'aver fatto loro firmare all'arrivo (a tutti indistintamente) la richiesta di asilo politico è stata per loro la rovina. L'asilo politico è difatti concesso solo a coloro che scappano da una guerra, ma nel LORO Paese! qui eravamo in una guerra civile in Libia, dove loro erano emigranti e quindi...possono tornare al loro Paese dove in teoria ( ma solo in teoria) non rischiano la vita. Le rivolte quotidiane, le lotte tra fazioni politiche o religiose invece, la raccontano diversamente, qundo non sia abbastanza, il rischiare di morire di fame e d'inedia. La richiesta di asilo politico però, esclude che se non concesso, si possa restare nel nostro paese, sotto una veste diversa, quale quella, ad esempio, di emigranti, quali loro erano. la maggior parte di loro sono giovani bravi ragazzi e si sono fatti apprezzare dalla nostra popolazione, quando le possibilità di incontro si sono verificate. Non potevano conoscere la Bossi/Fini e rifiutarsi di firmare le richieste di asilo politico che come una trappola, l'allora Ministro dell'Interno Maroni, ha fatto stringere intorno al loro collo come una tagliola. In quel momento la Lega era al Governo con Berlusconi ed i rigurgiti razzisti dei padani hanno avuto troppo spazio, ma fare applicare ancora con la stessa pervicacia, come se niente fosse cambiato nel frattempo, la stessa procedura che Maroni propugnava per il suo Lidèr che se no lo buttava fuori dal Governo e che oggi è stato esautorato per le profittazioni familiari delle prebende della Lega a favore dei suoi rampolli e ristrutturazioni, ci sembra pazzesco. Come se qualcuno avesse piazzato una bomba sotto le fondamenta democratiche del nostro Stato, ma siccome non siamo stati noi, stiamo aspettando che esploda, ritenendoci innocenti. Sabato scorso abbiamo raccolto 350 firme in tre ore al mercato, per chiedere che a Julius e Fransisca (una coppia di giovani sposi) che sono ospiti a Giaveno da settembre scorso, provenienti da quel gruppo di trentuno giovani  ospitati a Forno di Coazze da maggio del 2011, sia concessa la cittadinanza onoraria. Siamo perfettamente coscienti che questo non cambierebbe giuridicamente niente per loro, ma avevamo la necessità di sapere che la popolazione del paese in cui viviamo, della comunità di cui facciamo parte, pur pienamente cosciente che questo è un momento storico di grande difficoltà per gli italiani, fossero solidali con la nostra proposta di ospitalità dei due ragazzi. Hanno 29 e 27 anni Julius e Fransisca, sono sposi e si amano come i giovani innammorati, ma non possono sognare un futuro anzi, rischiano di essere cancellati e costretti alla clandestinità. In Prefettura ed in questura sanno bene che questi giovani si daranno alla macchia appena sarà notificato loro la sentenza negativa del giudice che valuterà il ricorso che abbiamo presentato e, pur sapendo il pericolo che rappresenta una tale massa di clandestini, sul territorio nazionale, continuano a fare spallucce: applicano la legge loro, quindi sono assolti. Noi non crediamo che  nessuno si debba sentire assolto  in Italia, che vada ridiscussa sia la legge sull'immigrazione , che la concessione di asilo politico. Lavarsene le mani non solo non è consentito, ma non è neppure di alcuna utilità. La crisi italiana non è dovuta all'arrivo di queste persone sul nostro territorio, loro hanno portato sangue nuovo e braccia giovani per contribuire ad uscirne da queste crisi del mondo bancario. Noi rischiamo di gettare via tante specializzazioni utili alla ripresa del lavoro nel nostro paese. Sono falegnami, meccanici, elettrecisti, muratori e decoratori, buone massaie e giovani donne pronte a fare lavori domestici e volontariato. Se mai fossimo in grado di far ripartire la nostra macchina produttiva inceppata, ci serviranno tutti. Abbiamo raccolto quelle firme, perchè volevamo sapere che vivevamo tra persone che stimiamo, in un posto che sa tendere una mano a chi ne ha bisogno, in un centro civile che sa cosa è la convivenza e la solidarietà. Vorremmo ora scoprire che questo non è solo in Valsangone, ma allargare il concetto di paese a tutta l'Italia, per essere felici di vivere e continuare a dare il nostro contributo, allo sviluppo di un Paese che amiamo e che sa tendere una mano a chi è scampato alla violenza e alla fame, alla guerra e alle onde del mare nostrum, a chi sperava di poter sognare con noi il loro futuro. Non ci fa sentire bene se dovessimo renderci conto che in Italia, dopo la crisi dei valori e delle economie, non sia più possibile sognare. Questo ci minerebbe le speranze che ognuno ha diritto di mantenere e coltivare, altrimenti come poter continuare a sognare noi stessi?
Per questo chiediamo ancora a chiunque di firmare la petizione per Julius e Francisca, in qualsiasi parte del mondo si viva, prima ancora che la richiesta di documenti, è la richiesta di lasciarci sapere che sognare dev'essere ancora possibile. Per tutti!
http://www.petizioni24.com/salviamo_julius_e_francisca