domenica 6 novembre 2011

La festa della casa dei popoli

Inventata e costruita da altri, non ha portato niente di buono a coloro che se ne sono impadroniti. Giornate di pioggia e defezioni che hanno fatto ingoiare il torneo di calcio, e la scarsa partecipazione alla seconda giornata, hanno fatto svanire quella che doveva essere una occasione unica, per una comunità  multiculturale ormai da diversi anni. E' diventata uno spumone nelle mani di chi se n'è impadronito sostituendosi a chi l'aveva inventata. Il municipio stesso, probabilmente l'ispiratore di ciò che è avvenuto nella Casa dei Popoli originaria, non ha ottenuto altro che la possibilità di vantarsi di una festa che c'è stata, ma senza i popoli, d'altronde così succede quando uno è sindaco di tutto il paese, non di tutti i compaesani. Dimostrando in questo modo, quanta paura abbia di quell'incontro culturale che voleva essere questa occasione nella mente del suo ideatore, esautorato con una operazione piratesca da un prete senza Dio e da un megalomane, con il silenzio di coloro che hanno sopportato quella sporca operazione.  Come tutte le cose rubate però, anche la Casa dei Popoli e la festa, sono diventate uno spumone nelle mani di coloro che credono di indossare impunemente i panni degli altri. La festa era fallita nei contenuti, ancora prima della sua realizzazione. Il titolo difatti denunciava la cecità mentale e culturale di chi, volendo impedire che la festa fosse dei popoli che compongono la nostra comunità, ne escluse la partecipazione di un rappresentante di ogni popolo e cultura dal Comitato della "FESTA DEI POPOLI", lo ha sostituito con "La festa della Casa dei Popoli". Quindi una festa che coinvolgeva "gli altri" solo come ospiti, non come popolo, cittadini di Giaveno ma anzi, ne suggella la presenza di persone e culture accettate, subite e sopportate, con le quali non si ha niente da spartire, non coabitanti dello stesso ambiente, ma rese invisibili da comportamenti isolanti che chiudono ognuno in compartimenti stagni, con pareti sottili ed invisibili, determinate dalla lingua, dal colore e dai luoghi frequentati diversi, nei quali non esiste l'incontro tra diversi, figuratevi tra le culture. Gli stessi personaggi che si sono arrogati il titolo e l'abitazione di una casa con la quale hanno poco da spartire, non hanno alcun contatto con i nuovi cittadini del Comune, "diversi" al punto che nessuno di loro ne può vantare conoscenza o tantomeno amicizia.
Fernando Martella